lunedì 18 settembre 2017

VITA nello spazio

L'astronauta ESA Paolo Nespoli sta attualmente vivendo e lavorando sulla Stazione Spaziale Internazionale come parte della sua missione VITA. Questo video mostra notizie dal suo primo mese. La missione fa parte della visione dell'ESA per utilizzare l'orbita spaziale spaziale come un luogo dove vivere e lavorare a beneficio della società europea usando l'esperienza per prepararsi per futuri viaggi di esplorazione ulteriormente nel sistema solare. 

Segui la missione VITA: http://blogs.esa.int/VITAmission/ Collegati con Paolo durante la sua missione di sei mesi attraverso Vita http://paolonespoli.esa.int  







venerdì 15 settembre 2017

I pesci robot alla conquista dell’Arsenale di Venezia



                                              foto Cnr
EU-FET subCULTron è un progetto finanziato dall’Unione Europea (Horizon2020), che vede il coinvolgimento degli scienziati di 6 nazioni con la partnership italiana formata da ISMAR-CNR, CORILA e dalla Scuola Superiore Sant’Anna. Lo scopo del progetto è sviluppare e realizzare 120 pesci/robot interconnessi tra di loro.

Questi pesci robot costituiscono un’applicazione innovativa dell’intelligenza artificiale individuale e collettiva che porta ognuno di loro ad agire come fosse in un vero e proprio banco di pesci in natura. Gli scienziati facenti parte del consorzio, coordinati dal prof. Thomas Schmickl, dell’Università di Graz, sono stati in grado di creare un sistema di robot che recepisce i cambiamenti dell’ambiente in cui si trova, adattandovisi e raccogliendo i dati relativi all’habitat subacqueo anche per lunghi periodi di tempo.

Venerdì 15 settembre nelle acque dell’Arsenale è stato possibile vedere, e toccare con mano i primi prototipi delle tre tipologie di robot realizzati:

- aMussel (mitili artificiali), cilindri della lunghezza di 50 cm e del peso di circa 2 kg. Durante la dimostrazione i mitili si sono adagiati sul fondo della Darsena Grande ed hanno raccolto dati fisici relativi e individuato agenti biologici come alghe, plancton e pesci.  Rappresentano in pratica  la memoria collettiva a lungo termine del sistema permettendo la memorizzazione dei dati.

- aFish (pesci robot). Questi pesci “intelligenti” hanno il compito di monitorare ed esplorare l’ambiente marino dando input (ordini) dall’operatore e comunicando con le altre tipologie di robot. I pesci robot si muovono autonomamente in acqua come un vero e proprio banco di pesci. Ognuno di loro, in maniera individuale, raccoglie dati che comunica al gruppo, innescando un comportamento collettivo dell’intero banco.

- aPad (ninfee artificiali), sono la piattaforma di appoggio per le due tipologie precedenti di robot acquatici: li trasportano in una posizione definita da coordinate GPS rimanendo in contatto con le reti satellitari e di telefonia mobile. Accumulano energia mediante i pannelli di cui sono rivestiti e grazie a questa energia ricaricano gli aMussel e gli aFish.

Le ninfee galleggiano sulla superficie dell’acqua della Darsena Grande: da esse è partito un input ai mitili artificiali che si sono autonomamente affondati per adagiarsi sul fondo della darsena. Contemporaneamente, i pesci robot si sono immersi ed hanno raggiunto i mitili artificiali. Da terra è stato dato l’ordine, mediante un telefonino, di fotografare il fondo marino e sullo stesso telefonino, in tempo reale, sono apparse le immagini. Le caratteristiche dei robot ed il funzionamento del sistema sono stati illustrati ai presenti dal porf. Thomas Schmickl, il dott. Cesare Stefanini della Scuola Superiore di Sant’Anna (Pisa) ha illustrato le potenzialità dell’utilizzo di un tale sistema nella laguna di Venezia e come un progetto integrato come questo si sia avvantaggiato di una collaborazione a scala europea. L’ing. Pierpaolo Campostrini direttore di CORILA ha spiegato come il compito dei ricercatori veneziani di ISMAR, CORILA e Ca’ Foscari sia stato quello di mettere a disposizione dei colleghi le conoscenze del comportamento reale dell’ecosistema lagunare di Venezia. Esse sono risultata essenziali sia per ingegnerizzare adeguatamente i robot, sia per stabilire le “missioni” che possono essere affidate al sistema.

Il sistema di robot infatti potrà essere impiegato nei canali veneziani per implementare con metodi innovativi la ricerca sulla biodiversità e per altre funzioni. In futuro si svilupperanno applicazioni in ambiente marino aperto con nuovi sensori e nuovi algoritmi bio inspirati.

Il fatto che sia stata scelta Venezia ed individuato l’Arsenale il sito per i test dei robot è un’ulteriore dimostrazione del livello di eccellenza della ricerca veneziana nel campo degli ecosistemi acquatici e di come Venezia ispiri sempre nuovi percorsi di conoscenza

Fonte : c.s. del CNR -15/09/2017

 

martedì 12 settembre 2017

Arrivederci Saturno !

      foto ESA


La sonda spaziale Cassini è stata nell'orbita di Saturno per quasi la metà di un anno saturniano ( 29,5 anni terrestri) Questo soggiorno prolungato ha permesso le osservazioni della variabilità a lungo termine del pianeta, lune, anelli e magnetosfera.

Quando la sonda è arrivata a Saturno nel 2004 l'emisfero nord del pianeta era al buio, ora invece, alla fine del viaggio, l'intero Polo Nord è bagnato dalla luce del sole come si vede in questa stupenda foto scattata il 28 ottobre 2016 con la macchina fotografica grandangolare di bordo utilizzando i filtri spettrali rosso, verde e blu combinati per creare questa visualizzazione di colore. L'immagine è stata acquisita da una distanza di circa 1,4 milioni km da Saturno, la sua scala è di 80 km/pixel ed è stata pubblicata l'11 settembre 2017 come download di Cassini

La missione Cassini che si concluderà il 15 settembre 2017 è un progetto cooperativo di ESA, NASA e dell'Agenzia Spaziale Italiana ASI.

 

Curiosità :

Il nome Saturno deriva dal dio romano dell'agricoltura, corrispondente del titano greco Kronos. Il giorno della settimana Sabato era associato a Saturno già ai tempi degli antichi romani (Saturni dies) che lo consideravano il primo giorno della settimana planetaria, tradizione derivata probabilmente da quella ebraica

Saturno è l'ultimo dei pianeti visibili a occhio nudo ed era conosciuto sin dall'antichità. Gli astronomi babilonesi osservavano e registravano regolarmente i movimenti di Saturno. Il pianeta compare nella Divina Commedia,  in particolare nel Canto XXI del Paradiso, dove rappresenta il settimo Cielo, caratterizzato dalla meditazione e dalla contemplazione

Nell'astrologia occidentale Saturno è associato alla privazione, alla perseveranza, alla logica, alla serietà, alla vecchiaia e regola le responsabilità dell'individuo e il suo rapportarsi con equilibrio al mondo esterno. Al cinema Saturno viene citato spesso per il suo sistema di lune piuttosto che per il pianeta stesso, come in  Saturno3, film del 1980 diretto da Stanley Donen, ambientato sulla terza luna

 

martedì 5 settembre 2017

1967-2017 : i 50 anni dell'ESOC


Il Centro di Operazioni Spaziali Europee, ESOC, a Darmstadt, in Germania, ha servito come centro di controllo spaziale europeo per mezzo secolo.
Questo video offre un tour visivo  attraverso cinque decadi di missione di controllo.


lunedì 4 settembre 2017

Finalmente! Il 13 ottobre 2017 verrà collocato in orbita il satellite per il monitoraggio della qualità dell'aria




Si chiama Sentinel-5P ed è il quinto ed ultimo della missione Copernicus; dovrà fornire mappe globali di inquinanti atmosferici ogni giorno ed in modo dettagliato . I Sentinel costituiscono il nucleo della rete di monitoraggio ambientale Copernicus che fornisce informazioni operative sulle superfici terrestri, gli oceani e l'atmosfera del mondo per sostenere la creazione di politiche ambientali e di sicurezza e soddisfare le esigenze dei cittadini e dei fornitori di servizi.
Lo strumento di monitoraggio TROPOspherico (TROPOMI) è lo strumento satellitare a bordo del satellite Copernicus Sentinel-5 all'avanguardia per mappare una moltitudine di gas  come il biossido di azoto, l'ozono, la formaldeide, l'anidride solforosa, il metano, il monossido di carbonio e gli aerosol - che influenzano l'aria che respiriamo, la salute e il nostro clima.

Con questo strumento verrà mappato l'intero pianeta ogni giorno. Le informazioni fornite da questa nuova missione verranno utilizzate per le previsioni di qualità dell'aria e per il processo decisionale.
Il prezioso carico è stato prelevato in questi giorni all'aeroporto di Londra Stansted per essere caricato su un enorme aereo Antonov per il suo volo a Mosca.  Da qui con un altro volo ad Arkhangelsk nella Russia nord-occidentale e poi un viaggio di 250 km in treno per Plesetsk dove è arrivato venerdì 1 settembre per essere preparato per il lancio: è stato pulito il contenitore di trasporto del satellite, quindi è stato  trasferito nella sala pulizia "MIK" dove sarà aperto successivamente.



sabato 2 settembre 2017

Corea del Nord: test nucleare come prova generale del terrore ?



La Corea del Nord è pronta ad effettuare il suo sesto test nucleare in qualsiasi momento nel sito di Punggye-ri: è la valutazione del vice ministro della Difesa sudcoreano Suh Choo-suk espressa il 31 agosto scorso .

Il sito di prova nucleare di Punggye-ri  è il solo sito di prova nucleare noto in Corea del Nord e si trova nella contea di Kilju , nella provincia di Hamgyong , dove sono stati effettuati i test nucleari del Nord Corea del 2006 , 2009 , 2013, 2016  e molto probabilmente quello di oggi 3 settembre 2017, se la valutazione di pochi giorni fa sarà confermata.

Per ora  l'unica cosa certa sono le due scosse di terremoto di magnitudo 6,3 e 4,6  registrate questa mattina nella zona del sito  e questa  foto esplicativa pubblicata sul giornale nord coreano  KCNA ( Korean Central News Agency) di oggi

http://www.kcna.kp/kcna.user.home.retrieveHomeInfoList.kcmsf#this

domenica 27 agosto 2017

I ricercatori del Cnr - Irea hanno verificato un abbassamento del suolo ad Ischia

A seguito del terremoto di Ischia del 21 agosto 2017, i ricercatori del CNR-IREA hanno misurato i movimenti permanenti del terreno  utilizzando i dati radar dei satelliti europei Sentinel-1 ed italiani COSMO-SkyMed. È stato evidenziato un abbassamento del suolo utilizzando la tecnica dell'Interferometria SAR Differenziale con un valore massimo di circa 4 centimetri localizzato in un’area a ridosso di Casamicciola Terme
Tale tecnica consente, confrontando immagini radar acquisite prima dell'evento con immagini successive al sisma, di rilevare deformazioni della superficie del suolo con accuratezza centimetrica.


                  

                             Figura 1 – Componente verticale degli spostamenti del suolo (vista 3D) stimati a partire 
                            dalle mappe di deformazione ottenute sfruttando i dati acquisiti dai satelliti Sentinel-1 (S1) 
                            e COSMO-SkyMed (CSK).I dati S1 sono copyright di Copernicus (2017). I dati CSK sono
                            copyright di ASI (2017).


La mappa dei movimenti verticali del suolo, in vista 3D, è mostrata nella figura allegata, in cui al colore rosso corrisponde la zona che ha subito il maggiore abbassamento. Si segnala che ottenere in tempi brevi un quadro sinottico delle deformazioni e degli spostamenti del suolo causati da un sisma nell’area epicentrale rappresenta uno degli obiettivi del Dipartimento della Protezione Civile, durante un’emergenza sismica.

martedì 18 luglio 2017

L'esplorazione di Giove ed i suoi satelliti


JUICE - Jupiter ICy moons Explorer  è una missione del programma ESA Cosmic Vision 2015-2025 programmata  per il lancio nel 2022 e l'arrivo a Giove nel 2030.



    Credit: spacecraft: ESA/ATG medialab; Jupiter: NASA/ESA/J. Nichols (University of Leicester); Ganymede:           NASA/JPL; Io: NASA/JPL/University of Arizona; Callisto and Europa: NASA/JPL/DLR

Sono già in corso i preparativi che permetteranno tra cinque anni il lancio della sonda Jupiter Icy Moons Explorer, un veicolo spaziale che  sarà così in grado di raggiungere Giove, il pianeta gigante fatto di gas,  e le sue lune ghiacciate.
I pannelli solari sono di 97 mq, i più grandi in una missione interplanetaria. ma necessari per generare potenza sufficiente - circa 850 W - per gli strumenti della nave spaziale.La navicella è dotata di un laboratorio di strumenti che indagherà l'atmosfera turbolenta di Giove e la sua  grande magnetosfera, oltre a studiare le lune Ganymede, Europa e Callisto che si suppone possano avere oceani di acqua liquida sotto le loro crosta gelida  tanto da ipotizzare la possibile  realizzazione di ambienti abitabili.

Le telecamere della sonda saranno in   grado di vedere in dettaglio le caratteristiche delle lune, oltre a individuare i ghiacci e i minerali sulle loro superfici. Altri strumenti permetteranno di indagare il sottosuolo ed il loro  interno  per comprendere meglio la posizione e la natura dei loro oceani sepolti. Sarà inoltre esplorata l'atmosfera tenue intorno alle lune.
La navicella  sarà dotata inoltre  di un albero magnetometrico da 10 m , di  un'antenna radar da 16 m  e antenne per misurare i campi elettrici e magnetici .
Ganymede è l'unica luna del sistema solare  capace di generare un proprio campo magnetico interno  del quale sarà  studiato il suo comportamento ed esplorata  la sua interazione con la magnetosfera di Giove.E' previsto  il lancio nel 2022 cui seguirà un viaggio di sette anni per raggiungere il sistema joviano.


giovedì 8 giugno 2017

I TAPPETI DI SEGATURA A CAMAIORE (LU)

                                               tappeto di segatura realizzato nella precedente edizione

Sabato 17 e domenica 18 giugno in centro a Camaiore si rinnova la tradizione secolare della realizzazione di grandi tappeti di segatura colorata che  accompagneranno la processione del Corpus Domini. I fedeli ed i turisti avranno nel centro storico  un colpo d'occhio eccezionale per qualche ora, dopo gli artistici tappeti  saranno distrutti dal calpestio della processione religiosa

Come ogni anno il tema generale viene scelto dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta in Camaiore e assegnato ai gruppi che compongono l'Associazione Tappeti di Segatura. Per l'edizione 2017 la scelta è ricaduta sul centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima

Ogni gruppo di tappetari svilupperà un determinato argomento, seguendo la traccia generale del tema fornita dalla Parrocchia. Queste le declinazioni di ogni singolo gruppo: PORTA NUOVA “Il cuore spezzato di Maria”, C.RE.A CIMBILIUM “La carità divina”, GREENAWAY PRODUCTIONS “Soffrire per convertire (Ferito)”, SUNSET “Il nome di Maria”, FUORI PORTA LOMBRICESE “Consolazione dei malati”, LA TORRE “La fine dei 100 anni del regno di Satana, l'avvento del regno di Dio”, SESTO LUCCHESE “Fatima”. E ancora AMICI TRADIZIONI POPOLARI “Penitenza”, LA BADIA “Fatima: tutta la mia infanzia è sulle tue ginocchia”, PALINSESTO “Regina del mondo”, RAGAZZE DEL PALINSESTO “Maria e le nozze di Cana”, SCOUT AGESCI CAM.1 “Perché hai chiamato anche noi?”, GRUPPO ARCHEOLOGICO “Assunta in cielo e quaggiù sulla terra”, AMICI DELLA PISTELLI “Regina della pace”, COMPRENSIVO 1 SCUOLE PISTELLI “Un mondo in guerra, i segreti di Fatima”, ORATORIO SAN LAZZARO “Non abbiate paura, non vi farò alcun male”, TEPEE ONLUS “L'urgenza di Maria: consacrare la Russia”. Infine ci saranno gli INFIORATORI VERSILIESI E SCUOLE PISTELLI con “Madonna di Fatima”, la FATTORIA MILLEFIORI con “Venne quell'uomo vestito di bianco”, i CORSI MINITAPPETARI con “Il mistero di Fatima” e i GIOVANISSIMI SESTO LUCCHESE con “La preghiera cambia la storia”.

COME NASCONO I TAPPETI DI SEGATURA

La preparazione di questi “quadri” inizia mesi prima dell'evento: dopo la scelta del soggetto si procede alla preparazione dei pannelli di compensato traforati che serviranno da stampi per la realizzazione delle immagini. Infine, un materiale povero come la segatura, viene unito ai colori all'anilina, disciolti in acqua, per riprodurre un'ampia gamma di sfumature cromatiche e di tonalità.
Camaiore celebra il Corpus Domini con una processione fin dalla fine del ‘400, come attesta un documento conservato nell'Archivio Storico del Comune che risale al XV secolo. La tradizione dei tappeti inizia ad affermarsi nel corso dell'Ottocento: sembra che questa usanza sia nata con i servitori spagnoli al servizio dei Borbone che avevano l'abitudine di realizzare tappeti di fiori per accogliere i loro signori che venivano a soggiornare nelle ville della Versilia.
A partire dagli anni Trenta del Novecento fa la sua comparsa la “pula”, la segatura colorata, che sostituisce progressivamente i fiori, fino a diventare il materiale unico con cui realizzare i tappeti. Contemporaneamente la tecnica viene perfezionata: i tappeti, lunghi fino a 50 metri, riproducono immagini sempre più complesse, con ricerca del chiaroscuro e della plasticità.
La tradizione si ripete ogni sabato precedente il Corpus Domini: i gruppi di artigiani iniziano la creazione di queste opere d´arte a cielo aperto, realizzate in una sola notte, durante la quale i “tappetari” rimangono svegli e si destreggiano tra sagome di compensato intagliato, segatura e colori in una vera e propria notte bianca. All'alba della domenica i tappeti sono pronti per essere ammirati, ma solo per poche ore, prima che vengano distrutti dalla processione dei fedeli.

venerdì 28 aprile 2017

Parliamo delle curiosità dell'Argentario

La sfinge, il petrolio ed il gassogeno 

La sfinge dell'Argentario detta di Cosa è un'opera pre-etrusca scoperta nel 1955 presso Punta Ciana da Costantino Cattoi  ex colonnello della Regia Aeronautica, collaboratore di Gabriele D'Annunzio e  amico di Italo Balbo. Cattoi (1894-1975) , perito geotecnico, si dedicò dopo il congedo allo studio dell’archeologia e delle sculture rupestri. Le sue ricerche all'Argentario eseguite con l'aiuto della moglie rabdomante  Maria Domenica Mataloni (1906-1977) portarono alla luce un'enorme roccia alta una decina di metri con i lineamenti del volto distintamente abbozzati e il classico copricapo egizio, ritenuta legata alla figura del dio Thot.Il ricercatore  entrò in contatto con alcuni esperti di fama internazionale come l'antropologo statunitense George Hunt Williamson, l'esoterico peruviano Daniel Ruzo e il francese Denis Saurat, che pur lavorando in modo autonomo, giunsero alle medesime conclusioni, collegando le sculture rupestri italiane, alle simili scoperte a Marcahuasi in Perù, rafforzando la loro convinzione sull'esistenza di un legame tra il promontorio dell'Argentario, quale parte superstite della favolosa Atlantide, e il lontano Perù.


                                                                   Mura di Cosa


La rabdomante Lucia Rosi, cugina di Maria Domenica Mataloni, nel 1933 scoprì  otto ramificazioni petrolifere nella Valle del Campone  sul monte Argentario tanto che il Ministero delle Corporazioni inviò sul posto alcuni geologi del Distretto Minerario di Firenze per accertamenti  ed  il 20 giugno 1933 il Ministero delle Corporazioni autorizzò Vittorio Denci (1900-1974) ad iniziare il lavoro in qualità di rappresentante della famiglia Rosi.



                                                                   Auto a gassogeno


Ma questi ipotizzati pozzi petroliferi non vennero mai trovati comunque pochi anni dopo, come si evince da un articolo di cronaca comparso sul Corriere della Sera del 24 maggio 1942,   nelle acque dell’Argentario  avvenne  uno straordinario test  per accertare le qualità di un nuovo tipo di combustibile: il gassogeno a lignite.  Già anni prima ,nell'ottica dell'autarchia dei carburanti in Italia ,fu emanata nel 1938 una legge che imponeva l'impianto a gassogeno su tutti gli autoservizi pubblici, comunali e non. estendendo tali applicazioni anche nel campo della motonautica, per favorire lo sviluppo della pesca. A tal proposito venne organizzato nel 1942  in Argentario l' esperimento sopra menzionato  . Il test ebbe luogo a Porto Santo Stefano con la supervisione di Pericle Ferretti, scienziato di fama internazionale, nonché direttore dell'Istituto nazionale del motore e si concluse con esito positivo. I motopescherecci italiani avrebbero potuto così utilizzare il nuovo combustibile con una spesa di poche decine di migliaia di lire.

giovedì 13 aprile 2017

Il futuro che ci attende


 Rappresentazione artistica della missione BepiColombo a MercurioLa missione comprende l'ESA Mercury Planetary Orbiter (primo piano) e la JAXA Mercury Magnetospheric Orbiter (sullo sfondo).
L'immagine di Mercurio è stata scattata dal Messenger della NASA.
Credits: Spacecraft: ESA / Medialab ATG; Mercury: NASA / Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory / Carnegie Institution di Washington




Fonte :ESA

BepiColombo è una missione dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con la Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) e rappresenta le fondamenta del programma di esplorazione di Mercurio dell'ESA. La missione è attualmente nella fase di costruzione e test ed il lancio della missione è previsto per ottobre 2018.

martedì 4 aprile 2017

Bloccare l’infiammazione per ridurre le disabilità cognitive



Per la prima volta uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista eLife dimostra la relazione diretta tra le disabilità cognitive che caratterizzano i disturbi dello sviluppo del cervello infantile e l’infiammazione che colpisce le sinapsi, cioè le strutture cerebrali di smistamento di informazioni e segnali a tutto il corpo. Questa importante scoperta potrebbe aprire la strada al trattamento con antinfiammatori

E’ nota da diversi anni la relazione tra i difetti genetici nella produzione di proteine che operano a livello delle sinapsi nel cervello e i disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit cognitivi. Tuttavia, una percentuale di tali patologie non ha chiare cause genetiche.

Uno studio realizzato da Humanitas e Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), in collaborazione con l’Universidad Miguel Hernández lnstituto de Neurociencias, per la prima volta identifica la relazione tra alti livelli di infiammazione e aumentata espressione della proteina MeCP2. Una proteina coinvolta in disturbi dello sviluppo neurologico infantile caratterizzati da gravi disabilità fisiche e mentali in patologie come la sindrome di Rett e la sindrome da duplicazione di MeCP2.
Spiega Michela Matteoli, direttore dell’In-Cnr e del Neuro Center di Humanitas e docente di Farmacologia di Humanitas University:“Abbiamo dimostrato che un’eccessiva infiammazione aumenta i livelli di MeCP2, una proteina coinvolta in malattie del neurosviluppo. Bloccando una delle molecole chiave dell’infiammazione attraverso un farmaco antagonista del recettore dell’interleuchina-1 beta, un antinfiammatorio già usato nella pratica clinica, siamo riusciti a correggere i livelli di MeCP2 così come molti dei difetti delle sinapsi che caratterizzano le patologie del neurosviluppo, normalizzando i difetti di apprendimento”. Si tratta di una scoperta effettuata in Laboratorio per cui, al momento, non ci sono ancora evidenze cliniche.

Per comprendere meglio l’origine delle disabilità cognitive, anche in assenza di una chiara causa genetica, i ricercatori si sono focalizzati sull’infiammazione come uno dei principali fattori già noti per la capacità di modificare il rischio e la gravità dei disturbi dello sviluppo. In particolare, hanno voluto definire se e in che modo l’infiammazione colpisse le sinapsi generando condizioni di “sinaptopatie”, ossia malattie delle sinapsi, termine con cui vengono attualmente chiamate le malattie del neurosviluppo. “Lo sviluppo di sinaptopatie”, prosegue Matteoli, che ha coordinato lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista eLife,“è alla base dell’alterata attività di controllo delle sinapsi su tutte le abilità, incluse quelle cognitive come l’apprendimento, l’attenzione, la percezione, la capacità di prendere decisioni. È quindi fondamentale identificare fattori, genetici e non, che possano pregiudicarne la funzione”.

Questa importante scoperta”, conclude Alberto Mantovani, direttore scientifico Humanitas e docente di Humanitas University, fra gli autori dello studio,'' potrebbe permettere di ridurre le disabilità cognitive e migliorare la qualità di vita nei piccoli pazienti affetti da malattie autoinfiammatorie caratterizzate da deficit cognitivi”.

Fonte : Comunicato stampa 25/2017 del Cnr

domenica 2 aprile 2017

Occhiali EyeSpeak



  • La piccola telecamera sul lato esterno degli occhiali EyeSpeak rileva il movimento degli occhi attraverso una tastiera virtuale visualizzata sul lato interno delle sue lenti. Parole e frasi enunciati da chi l'indossa vengono tradotti dal software incorporato e pronunciate da oratori in un braccio.

L'ESA ha studiato  la possibilità di creare per gli astronauti degli occhiali speciali portando LusoSpace a produrre il suo primo paio di occhiali di realtà aumentata nel 2008. Dopo il progetto si è esteso allo studio di occhiali speciali per disabili  realizzati da LusoVu .
  Gli occhiali possono anche permettere all'utente di navigare in Internet, guardare video ed e-mail l'utente vede ciò che viene proiettato all'interno dell'obiettivo. Tuttavia, come l'informazione digitale viene sovrapposta sulla lente, gli utenti possono comunque vedere che cosa sta succedendo intorno a loro.
Aiuto per persone con mobilità estreme e con limitazioni di comunicazione

collaudo del prototipo



Fonte e foto ESA
sviluppi tecnologici iniziali sono state seguite da una campagna Kickstarter nel 2014, che ha portato a 45 unità prototipo EyeSpeak nel 2015. L'attuale EyeSpeak 1, che è andato in vendita a marzo 2016, si basa su un paio di occhiali Epson BT-200 AR con un add unità -su di un microfono, altoparlanti e una piccola telecamera controllati da un'unità a microprocessore. Esso viene fornito sia con una voce sintetizzata standard o la voce del proprietario sulla base di registrazioni effettuate in precedenza.

venerdì 13 gennaio 2017

Nelle rocce marziane possibili tracce di microbi

In uno studio dell’Isafom-Cnr pubblicato su International Journal of Astrobiology vengono evidenziate affinità strutturali tra le microbialiti terrestri – rocce di origine batterica - e i sedimenti marziani non solo sul piano microscopico, ma anche macroscopico e mesoscopico

Nicola Cantasano e Vincenzo Rizzo dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza (Isafom-Cnr) hanno condotto uno studio sistematico delle fotografie delle rocce marziane scattate dai rover Opportunity, Spirit e Curiosity, rilevando analogie non solo con le strutture delle microbialiti terrestri (rocce costruite dai batteri) alle diverse scale dimensionali (microscopiche, ma soprattutto meso e macroscopiche, aventi carattere discriminante), ma anche nelle tracce attribuibili alla produzione batterica di gas e di gelatine adesive altamente plastiche. Lo studio è pubblicato su International Journal of Astrobiology.





Attestato già nel 2009 che le lamine sub-millimetriche dei sedimenti marziani e le cosiddette Blueberry (sferule ematitiche di dimensioni millimetriche) non erano omogee, ma costituite da aggregazioni strutturali di grumi e microsferule più piccole (da 1/10 a 3/10 di millimetro), i primi studi si erano concentrati sulla morfologia delle singole microstrutture, individuando altre interessanti aggregazioni, quali polisferule, filamenti e filamenti intrecciati di microsferule”, spiega Cantasano. “L’attenzione si è poi spostata sulla dislocazione di tali microstrutture sul piano di osservazione: la tessitura delle immagini è infatti una sorta di marker genetico che dipende dall’ambiente di sedimentazione e dalla attività batterica. Tale analisi, eseguita su un gruppo di circa 40 coppie di immagini sia dei rover che di microbialiti museali, ha evidenziato l’esistenza di interessanti trame a filamenti intrecciati, con forti parallelismi morfologici alla stessa scala”.
Tali parallelismi microtessiturali sono stati oggetto in questi anni di altri studi: “L’Università di Siena ha avviato un’analisi matematica frattale multiparametrica delle coppie di immagini, i cui risultati confermarono che esse sono identiche. Un ulteriore studio morfologico del Laboratorio de Investigaciones Microbiológicas de Lagunas Andinas-LIMLA su campioni di microbialiti viventi provenienti dal deserto di Atacama (Cile) ha permesso di evidenziare grazie alla pigmentazione organica che tali microstrutture e microtessiture esistono e sono un prodotto dell’attività batterica”, prosegue Rizzo. “Tuttavia, poiché le strutture a scala meso e macroscopica sono considerate discriminanti per il riconoscimento di tali rocce, nello studio attuale l’analisi microscopica è stata integrata da osservazioni sistematiche a scala maggiore. La quantità, la varietà e la specificità dei dati raccolti accreditano per la prima volta, in modo consistente, che le analogie non possono essere considerate semplici coincidenze”.

COMUNICATO STAMPA 3\2017 del CNR

Allenare il corpo e la mente contrasta la demenza senile

Uno studio, condotto dall’Istituto di neuroscienze e dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, dimostra che è possibile contrastare il decadimento cognitivo dell’anziano e l’Alzheimer con attività ludiche, logiche, motorie e sociali. L’esperimento è stato condotto in una struttura attrezzata nell’Area Cnr di Pisa. La ricerca è pubblicata su Scientific Reports






L’Italia è uno dei Paesi europei col maggior numero di anziani e oltre un milione di questi presenta un forte deficit cognitivo o forme di demenza senile grave, come la malattia di Alzheimer. Per quest’ultima patologia, non esistendo terapie efficaci, è importante attuare interventi di rallentamento del deterioramento cognitivo partendo dagli stadi iniziali della malattia. Del problema, destinato ad aumentare a seguito del progressivo incremento della popolazione in età avanzata, si sono occupati i ricercatori dell’Istituto di neuroscienze (In-Cnr) e dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa verificando un chiaro miglioramento dello stato cognitivo e della funzionalità cerebrale nei soggetti anziani con diagnosi di danno cognitivo lieve sottoposti a un programma di allenamento cognitivo e motorio. I risultati sono pubblicati da Scientific Reports (gruppo Nature).

Quando impegniamo il cervello in attività cognitivamente complesse e in un contesto sociale e giocoso, i circuiti neurali vengono stimolati e rimodellati mediante la produzione di fattori neurotrofici che favoriscono la plasticità cerebrale”, spiega Lamberto Maffei, vice presidente dell’Accademia dei Lincei, e coordinatore della ricerca. “Anche nella terza età non è mai troppo tardi: i neuroni rispondono agli stimoli con effetti sorprendenti per il benessere cerebrale, consentendo di attuare una vera strategia anti-invecchiamento”.
Questo concetto è stato applicato, nello studio Train the Brain, attraverso uno specifico programma di allenamento, su anziani con diagnosi di danno cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment-Mci), a rischio di evolvere verso forme gravi di demenza. “Gli anziani selezionati sono stati accolti, per sette mesi e per tre mattine a settimana, nell’Area della ricerca del Cnr di Pisa in una struttura appositamente creata e attrezzata con una palestra, in un contesto ricreativo e rilassante, con ampio spazio per le attività di gruppo e la musicoterapia e con ambienti dedicati alla stimolazione cognitiva basata, per esempio, su compiti di memorizzazione di volti e parole, esercizi di logica, giochi di attenzione”, spiegano i ricercatori Alessandro Sale e Nicoletta Berardi dell’In-Cnr. “I soggetti, accompagnati dai loro familiari, hanno fin da subito mostrato di gradire molto la partecipazione alle attività proposte e i risultati sono stati sorprendenti: gli stimoli ambientali hanno arrestato il decadimento cognitivo nei partecipanti, con effetti riscontrabili anche a livello dei parametri di funzionalità cerebrale valutati con le più moderne tecniche di imaging. Questi risultati possono avere importanti applicazioni in campo clinico per la malattia di Alzheimer e per altre forme di demenza senile: l’arricchimento ambientale costituisce una via molto promettente per stimolare la plasticità in maniera fisiologica e non invasiva, in una fascia di popolazione che spesso vive invece in condizioni inadeguate e povere di stimoli”.

Lo studio Train the Brain è stato svolto in collaborazione con l’Università di Pisa e l’Ircss Stella Maris ed è stato finanziato dalla Fondazione Pisa.

 COMUNICATO STAMPA 2/2017 del CNR

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